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coalizione Per Davide Ranalli Sindaco
Il gruppo civico Partecipazione sociale ed il PSI , Sezione di Lugo, hanno sottoscritto la presente intesa per la presentazione, alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio pv, di una lista unitaria denominata “Sinistra per Lugo”. L’intesa impegna la lista elettorale “Sinistra per Lugo” ad operare per costruire un patto di Coalizione con la Lista Civica Insieme per Lugo - per Ranalli Sindaco , coalizzata con il PD del Comune di Lugo. Le due componenti fondatrici della lista hanno condiviso un programma comune inerente alle scelte amministrative prioritarie per il prossimo mandato elettorale, nell’ambito di un impegno più vasto a dare un contributo al rinnovamento politico e programmatico della sinistra, partendo dalla realtà locale e dalla sua comunità. Il Lavoro È questo l’aspetto della vita delle persone che ha subito il più pesante deterioramento. Occorre reagire, operando su più fronti: Contrasto al precariato dilagante e all’illegalità, attraverso il controllo rigoroso negli affidamenti di lavori/servizi per il rispetto delle norme contrattuali e dei diritti dei lavoratori. Esclusione dagli appalti delle offerte anomale per ribassi di offerta lesive degli obblighi contrattuali nei confronti dei dipendenti Promozione del Lavoro Buono , costituendo in seno all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna o alla Provincia di Ravenna un Osservatorio per le occasioni d’impresa e lavoro nella Green Economy (conversione in senso ecologico dell’economia) Sostegno alla costituzione di Cooperative o Associazioni di Comunità per erogare servizi ai residenti nelle frazioni di campagna soggette a spopolamento Infortuni e sicurezza sul lavoro . Occorre reagire allo stillicidio di infortuni sul lavoro che funestano le cronache e alla vergognosa indifferenza manifestata dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Tra gennaio e ottobre 2018 sono state presentate all’INAIL 534.605 denunce di infortunio sul lavoro (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2017), 945 delle quali con esito mortale (+9,4%; 2,5 incidenti mortali al giorno per ogni giorno dell’anno). Gli infortuni sono in crescita anche in Provincia di Ravenna: da 5.063 dei primi 8 mesi del 2017 a 5.146 (+1,6%) del periodo gennaio/agosto 2018, anche se, fortunatamente sono in calo gli incidenti mortali. Particolare attenzione va prestata, da parte degli Ispettorati del Lavoro, alle imprese di rapina e alle false cooperative, che nascono e muoiono con lo scopo di evadere l’IVA, praticare sfruttamento e lavoro nero. Queste realtà, che compromette la tenuta delle imprese sane nei settori a maggiore intensità di lavoro, eludono gli obblighi spettanti ai datori di lavoro in materia di sicurezza e rappresentano dunque l’ambiente più esposto ai rischi di infortunio. L’Amministrazione Comunale può dare un contributo determinante a creare sicurezza e prevenzione, collaborando con i sindacati e le organizzazioni datoriali, in modo da sostenere l’impegno degli Istituti di controllo nel contrasto dell’illegalità. Un contributo qualificante alla creazione di occasioni di lavoro può venire dal sostegno all’autoimpresa e alla vocazione imprenditoriale ai giovani che vogliano intraprendere nuove iniziative nel commercio, nella produzione e nei servizi. In particolare nel centro storico cittadino e nelle frazioni va sostenuto, anche con sgravi su tributi locali, l’insediamento di imprese di prossimità, che contribuiscano a rilanciare la vivibilità e l’attrattività della città, oltreché a contrastare la tendenza allo spopolamento Nuove povertà/Esclusione sociale La percentuale delle famiglie soggette a rischio povertà si è incrementata, secondo le rilevazioni Bankitalia, dal 19,6% del 2006 al 23% del 2016. La crisi dell’ultimo decennio e le inadeguate politiche messe in atto non hanno solo determinato disoccupazione, ma anche il fenomeno del lavoro povero, cioè a bassissimo reddito e senza diritti. Purtroppo il trend si manifesta anche nella nostra realtà, pur caratterizzata da forti legami storici di coesione. Dunque la debole ripresa economica non ha avuto un ruolo inclusivo ed è necessario confermare le politiche di welfare universalistico, integrate con organizzazioni del volontariato ed onlus, non solo per la distribuzione di generi di prima necessità e vestiario, ma anche per il sostegno alla formazione, al reinserimento al lavoro e alla integrazione sociale. Tali azioni, già concretamente realizzate dall’Amministrazione Comunale, per tramite del servizio Welfare dell’Unione, vanno assunte come componente essenziale delle politiche di sviluppo sostenibile e di qualità. Occorre andare oltre l’impegno assistenziale, per stimolare il protagonismo nell’impegno di emancipazione delle fasce sociali più deboli, come già avvenuto nelle epoche di maggiore slancio di progresso sociale, epoche nelle quali si è costituito l’originale tratto identitario della nostra comunità L’assistenza agli anziani Nell’azione di governo locale la sinistra ha realizzato nel corso del tempo importanti conquiste sociali, basti pensare all’assistenza agli anziani, realizzata sulla base di un modello di servizi tra i più avanzati in Europa, o ai servizi educativi per l’infanzia o all’integrazione tra servizi territoriali e assistenza ospedaliera nella sanità pubblica. Ma oggi la crescita di incidenza della popolazione anziana e degli anziani soli, impone un rilancio, altrimenti a margine dei servizi continuerà a crescere un’area vasta di esclusione, alimentando un mercato lucroso e speculativo che genera inquietudine sociale. Servizi educativi per l’infanzia Nei servizi educativi per l’infanzia la progressività della contribuzione degli utenti alla copertura dei costi del servizio non deve contrastare il carattere universalistico dell’accesso ai servizi, le necessarie agevolazioni spettanti agli incapienti può indurre uno squilibrio che porti a gravare dei maggiori costi le famiglie con reddito da lavoro dipendente medio bassi. Va dunque ripresa una elaborazione ed un progetto che rilanci insieme all’universalità dell’accesso e la massima equità nella partecipazione ai costi, la valorizzazione di un patrimonio, fatto di competenze, di sperimentazione e ricerca di metodi d’avanguardia a livello educativo e sociale, in parte disperso. Le risorse per il sostegno dell’attività delle Autonomie Locali La progressività della contribuzione ai servizi sociali ed assistenziali va riaffermata sul piano dell’imposizione fiscale, ripristinando con L’IMU un prelievo sui maggiori patrimoni. Con quelle risorse i Comuni potranno rifinanziare i servizi del welfare, riaffermando i principi dell’universalità dell’accesso e della massima equità nella partecipazione ai costi, nonché della valorizzazione del patrimonio di competenze e di didattica avanzata. In tema di equità fiscale riteniamo che l’Amministrazione comunale debba dare un segnale di attenzione alla fascia di reddito medio bassa del lavoro dipendente, attraverso una riduzione significativa dell’addizionale IRPEF. La sanità pubblica La condizione del presidio ospedaliero del Distretto di Lugo, causa l’aggravarsi della cronica scarsità di personale e mezzi, versa ormai in condizioni di emergenza tali da poterne mettere in discussione la natura di Ospedale per acuti. Ne fa fede il depotenziamento di tutta l’attività chirurgica, variamente distribuita nei vari reparti (Chirurgia generale, ginecologia, urologia), a cui si aggiunge la clamorosa insufficienza di personale al Pronto Soccorso, la mancanza della terapia intensiva di rianimazione pediatrica, la fuga di tante competenze eccellenti. Va poi considerato il trattamento riservato a pazienti anziani, bisognosi di attenzioni anche famigliari, in presidi sempre più lontani, nella totale assenza di una rete di trasporti pubblici integrata con la dislocazione territoriale dei punti di ricovero. Sempre più spesso la scelta dei cittadini del territorio ricade sulla Sanità privata rispetto al SSN, a causa delle liste d'attesa, in particolare su alcune prestazioni, e di ticket sempre più onerosi. Infine, sempre più persone rinunciano alle cure per ragioni economiche. La sicurezza La nostra comunità, pur maggiormente coesa rispetto ad altri territori, grazie al portato dei valori di solidarietà che qui si sono sedimentati e rinnovati nel tempo, ha subito il logorarsi della percezione di sicurezza, che è il fondamento della convivenza civile. Avendo riguardo soprattutto per la difesa dei più deboli, occorre riaffermare l’autorevolezza dello Stato in questa fondamentale responsabilità. Respingiamo dunque risolutamente ogni tentativo o progetto di privatizzazione della sicurezza, che segnerebbe l’abdicazione dello Stato ai suoi compiti costitutivi. Ferma la centralità delle Istituzione e del ruolo delle forze dell’ordine, dal patrimonio solidale della nostra comunità può venire un contributo di cittadinanza attiva, nella collaborazione con le forze dell’ordine, e nel rispetto delle competenze di ciascuno. L’immigrazione Il mondo del lavoro richiede tutele sociali e valorizzazione. L’immigrazione che si è verificata negli ultimi 20 anni ha comportato un afflusso di 3.924 stranieri. Si tratta di nuovi residenti, contribuenti attivi che lavorano, mandano i figli a scuola e rappresentano il 12,09% dell’intera popolazione. Il bisogno ha costretto molti di loro ad accettare condizioni di lavoro prive di diritti e pesanti tagli retributivi. Tutto questo ha finito per intaccare le conquiste del mondo del lavoro ottenute con le lotte dei decenni trascorsi. L’assenza di un governo democratico del mercato del lavoro da parte delle istituzioni preposte, i tagli sulle politiche sociali operati dai Governi nazionali hanno indotto una conflittualità tra soggetti più deboli, indotti a contendersi le briciole dello stato sociale. Dopo il caso Diciotti, è venuto il caso della Mar Jonio. E sempre il Ministro della paura, Salvini, in prima fila a commettere reati “per il bene del paese”, come ebbe a dire giulivo il Ministro della Giustizia (!) Bonafede! La sinistra deve uscire dallo stordimento e reagire all’imbarbarimento che vorrebbe persino ignorare la legge del mare, che obbliga a prestare soccorso ai naufraghi. Riconoscere il diritto di cittadinanza ai figli di emigrati nati nel nostro paese C’è molto da fare e da dire, molto da inventare. Ma fra le cose da riprendere con assoluta urgenza c’è il tema dello Ius soli, ovvero del riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai figli di emigrati nati nel nostro paese, formati nella nostra scuola pubblica. Offrire un futuro di umiliazioni e discriminazione a questi ragazzi, che hanno condiviso o condividono l’infanzia e l’adolescenza con i nostri, apre un varco a futuri rancori, sentimenti di rivalsa e nuovi focolai di tensione sociale, come insegna l’esperienza delle banlieue francesi. Non c’è che l’integrazione e la fratellanza a fondamento del vivere civile. 230 anni fa le parole d’ordine della Rivoluzione francese erano: Liberté, Égalité, Fraternité. Da lì è venuta la modernità. Il contrario, il costruire muri ed esclusione sociale, ci riporta al passato remoto, alla legge del più forte per nascita e per censo: questa la condanna che i fautori della paura infliggerebbero alle nostre comunità! Offendere il principio dell’uguaglianza a danno degli uni produrrà disuguaglianze e regresso per tutti, perciò oggi l’approvazione di una moderna legislazione sullo Ius soli è il vero banco di prova per una nuova unità di un campo progressista largo, popolare e consapevole delle proprie ragioni. Ricostruire l’unità del mondo del lavoro Noi ci proponiamo di contribuire a ricostruire l’unità del mondo del lavoro, per fare fronte comune e rilanciare l’universalità dei diritti e politiche sociali attive, nell’ambito di una politica di sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile. Una prospettiva da doversi finanziare con una riforma del fisco che contempli anche il ripristino dell’IMU sulle abitazioni di lusso e attinga risorse dalle grandi ricchezze che, durante e dopo la crisi, si sono concentrate nelle mani di pochi. L’economia verde e l’ambiente Uno sviluppo sostenibile non può che ripartire dalla economia verde, dall’ambiente, non più inteso come settore da tutelare, ma come orizzonte strategico di innovazioni tecnologiche e culturali oggi possibili. Vogliamo contribuire a dare attuazione agli accordi di Parigi per contrastare i cambiamenti climatici, sostituendo fonti energetiche fossili con rinnovabili, scegliendo l’economia circolare, ovvero la riduzione della produzione di rifiuti e la loro rigenerazione, scegliendo la mobilità sostenibile con una scelta netta a favore del trasporto pubblico, specialmente ferroviario e una nuova progettualità per le infrastrutture viarie, per consentire la condivisione in sicurezza della viabilità tra traffico veicolare, ciclistico e pedonale. In coerenza con lo spirito della partecipazione dei Sindaci della Bassa Romagna alla manifestazione studentesca del 15 marzo scorso, riteniamo di dover assumere la scelta del rinnovo del parco auto con auto elettriche. Revocare l’autorizzazione Ministeriale concessa a Edison Spa per effettuare prove di iniezione di metano nel sottosuolo di Lugo, Bagnacavallo e Cotignola in sovrapressione In questo contesto un particolare impegno andrà dedicato a sostenere la mobilitazione popolare e delle Istituzioni locali per ottenere l’annullamento dell’autorizzazione Ministeriale allo stoccaggio di metano in sovrapressione nel sottosuolo di San Potito e Cotignola. L’autorizzazione è stata concessa senza tenere in nessun conto le valutazioni espresse dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dalla stessa Regione Emilia Romagna che hanno giudicato grave il grado di rischiosità del processo di iniezione in sovrapressione in rapporto ai possibili inneschi di sismicità, alle sollecitazioni che possono pervenire al suolo e al sottosuolo dall'alternanza fra le fasi stoccaggio del gas in pressione per 5/6 mesi e successiva estrazione, agli effetti di subsidenza sulla rete scolante e di microsismicità indotti dal sovrapporsi dell’attività di Edison con altri progetti di coltivazione contigui. La delibera d’indirizzo per la formazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali La Delibera d’indirizzo che il Consiglio Comunale dovrà approvare al fine di fissare i paletti fondamentali per il futuro PUG, da doversi adottare in attuazione della recente LR Urbanistica, sarà l’occasione per trasformare in atti amministrativi i principi generali del presente accordo, con particolare riferimento non solo ai temi della riduzione del consumo di suolo e alla rigenerazione del patrimonio urbano, contenuti nella nuova legge urbanistica regionale, ma anche alla riprogettazione delle reti energetiche, alla sostituzione di fonti fossili con rinnovabili, alla mobilità sostenibile e alla economia circolare. Nella consapevolezza delle criticità sociali che investono la nostra comunità, non ci dimentichiamo delle grandi risorse di laboriosità, di generosità, di imprenditorialità sana, che vivono nel cuore della nostra comunità e si esprimono al meglio quando questa si sente ben rappresentata. Queste risorse sono fondamentali per affrontare i cambiamenti e le sfide del domani. Su questi due pilastri consapevolezza critica dei problemi sociali, ma anche delle risorse della comunità vogliamo costruire una visione nuova di futuro ecologicamente e socialmente sostenibile. La consultazione elettorale che si svolgerà a maggio per l’elezione del Sindaco del nostro Comune dev’essere per noi l’occasione per rilanciare una nuova capacità della sinistra di operare nel sociale, condividerne le ansie e le preoccupazioni, mettere in campo obiettivi, traguardi unificanti e progetti innovativi, all’altezza delle domande sociali del nostro tempo. Rilanciare la partecipazione La partecipazione e la condivisione popolare più larga degli obiettivi di cambiamento che animano il presente accordo è la garanzia vera dell’efficacia dell’azione per realizzarli. La partecipazione è stata il maggior punto di forza delle nostre Amministrazioni locali e oggi, di fronte alle sfide complesse che si pongono davanti alla nostra comunità per il futuro, va rilanciata con forza, anche attraverso specifici strumenti amministrativi che coinvolgano i cittadini nelle decisioni. Non ci può essere efficacia nell’azione di governo, se non c’è partecipazione, soprattutto se si vuole costruire un reale progresso sociale e civile. Bisogna dunque ripensare quelle scelte che hanno attribuito deleghe crescenti ad organi tecnici dell’Unione dei Comuni o a grandi imprese. Il punto non è la delega in sé, quanto piuttosto chi detta le regole e chi decide in ultima istanza L’Unione dei Comuni è essenziale per far fronte alle difficoltà provocate dal taglio delle risorse, dal prolungato blocco delle assunzioni e anche per agire in una dimensione di scala più adatta alla dimensione territoriale dei problemi amministrativi da doversi affrontare. Tuttavia, è necessario che l’Unione sia ricondotta alla sua funzione di servizio alla partecipazione. Con questo spirito ci accingiamo a contribuire alla costruzione di un campo largo di forze progressiste e popolari, capace di contendere il consenso alla destra e assicurare nuovo slancio, rinnovati programmi e personale politico qualificato al governo locale.
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Il gruppo civico Partecipazione sociale ed il PSI , Sezione di Lugo, hanno sottoscritto la presente intesa per la presentazione, alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio pv, di una lista unitaria denominata “Sinistra per Lugo”. L’intesa impegna la lista elettorale “Sinistra per Lugo” ad operare per costruire un patto di Coalizione con la Lista Civica Insieme per Lugo - per Ranalli Sindaco , coalizzata con il PD del Comune di Lugo. Le due componenti fondatrici della lista hanno condiviso un programma comune inerente alle scelte amministrative prioritarie per il prossimo mandato elettorale, nell’ambito di un impegno più vasto a dare un contributo al rinnovamento politico e programmatico della sinistra, partendo dalla realtà locale e dalla sua comunità. Il Lavoro È questo l’aspetto della vita delle persone che ha subito il più pesante deterioramento. Occorre reagire, operando su più fronti: Contrasto al precariato dilagante e all’illegalità, attraverso il controllo rigoroso negli affidamenti di lavori/servizi per il rispetto delle norme contrattuali e dei diritti dei lavoratori. Esclusione dagli appalti delle offerte anomale per ribassi di offerta lesive degli obblighi contrattuali nei confronti dei dipendenti Promozione del Lavoro Buono , costituendo in seno all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna o alla Provincia di Ravenna un Osservatorio per le occasioni d’impresa e lavoro nella Green Economy (conversione in senso ecologico dell’economia) Sostegno alla costituzione di Cooperative o Associazioni di Comunità per erogare servizi ai residenti nelle frazioni di campagna soggette a spopolamento Infortuni e sicurezza sul lavoro . Occorre reagire allo stillicidio di infortuni sul lavoro che funestano le cronache e alla vergognosa indifferenza manifestata dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Tra gennaio e ottobre 2018 sono state presentate all’INAIL 534.605 denunce di infortunio sul lavoro (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2017), 945 delle quali con esito mortale (+9,4%; 2,5 incidenti mortali al giorno per ogni giorno dell’anno). Gli infortuni sono in crescita anche in Provincia di Ravenna: da 5.063 dei primi 8 mesi del 2017 a 5.146 (+1,6%) del periodo gennaio/agosto 2018, anche se, fortunatamente sono in calo gli incidenti mortali. Particolare attenzione va prestata, da parte degli Ispettorati del Lavoro, alle imprese di rapina e alle false cooperative, che nascono e muoiono con lo scopo di evadere l’IVA, praticare sfruttamento e lavoro nero. Queste realtà, che compromette la tenuta delle imprese sane nei settori a maggiore intensità di lavoro, eludono gli obblighi spettanti ai datori di lavoro in materia di sicurezza e rappresentano dunque l’ambiente più esposto ai rischi di infortunio. L’Amministrazione Comunale può dare un contributo determinante a creare sicurezza e prevenzione, collaborando con i sindacati e le organizzazioni datoriali, in modo da sostenere l’impegno degli Istituti di controllo nel contrasto dell’illegalità. Un contributo qualificante alla creazione di occasioni di lavoro può venire dal sostegno all’autoimpresa e alla vocazione imprenditoriale ai giovani che vogliano intraprendere nuove iniziative nel commercio, nella produzione e nei servizi. In particolare nel centro storico cittadino e nelle frazioni va sostenuto, anche con sgravi su tributi locali, l’insediamento di imprese di prossimità, che contribuiscano a rilanciare la vivibilità e l’attrattività della città, oltreché a contrastare la tendenza allo spopolamento Nuove povertà/Esclusione sociale La percentuale delle famiglie soggette a rischio povertà si è incrementata, secondo le rilevazioni Bankitalia, dal 19,6% del 2006 al 23% del 2016. La crisi dell’ultimo decennio e le inadeguate politiche messe in atto non hanno solo determinato disoccupazione, ma anche il fenomeno del lavoro povero, cioè a bassissimo reddito e senza diritti. Purtroppo il trend si manifesta anche nella nostra realtà, pur caratterizzata da forti legami storici di coesione. Dunque la debole ripresa economica non ha avuto un ruolo inclusivo ed è necessario confermare le politiche di welfare universalistico, integrate con organizzazioni del volontariato ed onlus, non solo per la distribuzione di generi di prima necessità e vestiario, ma anche per il sostegno alla formazione, al reinserimento al lavoro e alla integrazione sociale. Tali azioni, già concretamente realizzate dall’Amministrazione Comunale, per tramite del servizio Welfare dell’Unione, vanno assunte come componente essenziale delle politiche di sviluppo sostenibile e di qualità. Occorre andare oltre l’impegno assistenziale, per stimolare il protagonismo nell’impegno di emancipazione delle fasce sociali più deboli, come già avvenuto nelle epoche di maggiore slancio di progresso sociale, epoche nelle quali si è costituito l’originale tratto identitario della nostra comunità L’assistenza agli anziani Nell’azione di governo locale la sinistra ha realizzato nel corso del tempo importanti conquiste sociali, basti pensare all’assistenza agli anziani, realizzata sulla base di un modello di servizi tra i più avanzati in Europa, o ai servizi educativi per l’infanzia o all’integrazione tra servizi territoriali e assistenza ospedaliera nella sanità pubblica. Ma oggi la crescita di incidenza della popolazione anziana e degli anziani soli, impone un rilancio, altrimenti a margine dei servizi continuerà a crescere un’area vasta di esclusione, alimentando un mercato lucroso e speculativo che genera inquietudine sociale. Servizi educativi per l’infanzia Nei servizi educativi per l’infanzia la progressività della contribuzione degli utenti alla copertura dei costi del servizio non deve contrastare il carattere universalistico dell’accesso ai servizi, le necessarie agevolazioni spettanti agli incapienti può indurre uno squilibrio che porti a gravare dei maggiori costi le famiglie con reddito da lavoro dipendente medio bassi. Va dunque ripresa una elaborazione ed un progetto che rilanci insieme all’universalità dell’accesso e la massima equità nella partecipazione ai costi, la valorizzazione di un patrimonio, fatto di competenze, di sperimentazione e ricerca di metodi d’avanguardia a livello educativo e sociale, in parte disperso. Le risorse per il sostegno dell’attività delle Autonomie Locali La progressività della contribuzione ai servizi sociali ed assistenziali va riaffermata sul piano dell’imposizione fiscale, ripristinando con L’IMU un prelievo sui maggiori patrimoni. Con quelle risorse i Comuni potranno rifinanziare i servizi del welfare, riaffermando i principi dell’universalità dell’accesso e della massima equità nella partecipazione ai costi, nonché della valorizzazione del patrimonio di competenze e di didattica avanzata. In tema di equità fiscale riteniamo che l’Amministrazione comunale debba dare un segnale di attenzione alla fascia di reddito medio bassa del lavoro dipendente, attraverso una riduzione significativa dell’addizionale IRPEF. La sanità pubblica La condizione del presidio ospedaliero del Distretto di Lugo, causa l’aggravarsi della cronica scarsità di personale e mezzi, versa ormai in condizioni di emergenza tali da poterne mettere in discussione la natura di Ospedale per acuti. Ne fa fede il depotenziamento di tutta l’attività chirurgica, variamente distribuita nei vari reparti (Chirurgia generale, ginecologia, urologia), a cui si aggiunge la clamorosa insufficienza di personale al Pronto Soccorso, la mancanza della terapia intensiva di rianimazione pediatrica, la fuga di tante competenze eccellenti. Va poi considerato il trattamento riservato a pazienti anziani, bisognosi di attenzioni anche famigliari, in presidi sempre più lontani, nella totale assenza di una rete di trasporti pubblici integrata con la dislocazione territoriale dei punti di ricovero. Sempre più spesso la scelta dei cittadini del territorio ricade sulla Sanità privata rispetto al SSN, a causa delle liste d'attesa, in particolare su alcune prestazioni, e di ticket sempre più onerosi. Infine, sempre più persone rinunciano alle cure per ragioni economiche. La sicurezza La nostra comunità, pur maggiormente coesa rispetto ad altri territori, grazie al portato dei valori di solidarietà che qui si sono sedimentati e rinnovati nel tempo, ha subito il logorarsi della percezione di sicurezza, che è il fondamento della convivenza civile. Avendo riguardo soprattutto per la difesa dei più deboli, occorre riaffermare l’autorevolezza dello Stato in questa fondamentale responsabilità. Respingiamo dunque risolutamente ogni tentativo o progetto di privatizzazione della sicurezza, che segnerebbe l’abdicazione dello Stato ai suoi compiti costitutivi. Ferma la centralità delle Istituzione e del ruolo delle forze dell’ordine, dal patrimonio solidale della nostra comunità può venire un contributo di cittadinanza attiva, nella collaborazione con le forze dell’ordine, e nel rispetto delle competenze di ciascuno. L’immigrazione Il mondo del lavoro richiede tutele sociali e valorizzazione. L’immigrazione che si è verificata negli ultimi 20 anni ha comportato un afflusso di 3.924 stranieri. Si tratta di nuovi residenti, contribuenti attivi che lavorano, mandano i figli a scuola e rappresentano il 12,09% dell’intera popolazione. Il bisogno ha costretto molti di loro ad accettare condizioni di lavoro prive di diritti e pesanti tagli retributivi. Tutto questo ha finito per intaccare le conquiste del mondo del lavoro ottenute con le lotte dei decenni trascorsi. L’assenza di un governo democratico del mercato del lavoro da parte delle istituzioni preposte, i tagli sulle politiche sociali operati dai Governi nazionali hanno indotto una conflittualità tra soggetti più deboli, indotti a contendersi le briciole dello stato sociale. Dopo il caso Diciotti, è venuto il caso della Mar Jonio. E sempre il Ministro della paura, Salvini, in prima fila a commettere reati “per il bene del paese”, come ebbe a dire giulivo il Ministro della Giustizia (!) Bonafede! La sinistra deve uscire dallo stordimento e reagire all’imbarbarimento che vorrebbe persino ignorare la legge del mare, che obbliga a prestare soccorso ai naufraghi. Riconoscere il diritto di cittadinanza ai figli di emigrati nati nel nostro paese C’è molto da fare e da dire, molto da inventare. Ma fra le cose da riprendere con assoluta urgenza c’è il tema dello Ius soli, ovvero del riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai figli di emigrati nati nel nostro paese, formati nella nostra scuola pubblica. Offrire un futuro di umiliazioni e discriminazione a questi ragazzi, che hanno condiviso o condividono l’infanzia e l’adolescenza con i nostri, apre un varco a futuri rancori, sentimenti di rivalsa e nuovi focolai di tensione sociale, come insegna l’esperienza delle banlieue francesi. Non c’è che l’integrazione e la fratellanza a fondamento del vivere civile. 230 anni fa le parole d’ordine della Rivoluzione francese erano: Liberté, Égalité, Fraternité. Da è venuta la modernità. Il contrario, il costruire muri ed esclusione sociale, ci riporta al passato remoto, alla legge del più forte per nascita e per censo: questa la condanna che i fautori della paura infliggerebbero alle nostre comunità! Offendere il principio dell’uguaglianza a danno degli uni produrrà disuguaglianze e regresso per tutti, perciò oggi l’approvazione di una moderna legislazione sullo Ius soli è il vero banco di prova per una nuova unità di un campo progressista largo, popolare e consapevole delle proprie ragioni. Ricostruire l’unità del mondo del lavoro Noi ci proponiamo di contribuire a ricostruire l’unità del mondo del lavoro, per fare fronte comune e rilanciare l’universalità dei diritti e politiche sociali attive, nell’ambito di una politica di sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile. Una prospettiva da doversi finanziare con una riforma del fisco che contempli anche il ripristino dell’IMU sulle abitazioni di lusso e attinga risorse dalle grandi ricchezze che, durante e dopo la crisi, si sono concentrate nelle mani di pochi. L’economia verde e l’ambiente Uno sviluppo sostenibile non può che ripartire dalla economia verde, dall’ambiente, non più inteso come settore da tutelare, ma come orizzonte strategico di innovazioni tecnologiche e culturali oggi possibili. Vogliamo contribuire a dare attuazione agli accordi di Parigi per contrastare i cambiamenti climatici, sostituendo fonti energetiche fossili con rinnovabili, scegliendo l’economia circolare, ovvero la riduzione della produzione di rifiuti e la loro rigenerazione, scegliendo la mobilità sostenibile con una scelta netta a favore del trasporto pubblico, specialmente ferroviario e una nuova progettualità per le infrastrutture viarie, per consentire la condivisione in sicurezza della viabilità tra traffico veicolare, ciclistico e pedonale. In coerenza con lo spirito della partecipazione dei Sindaci della Bassa Romagna alla manifestazione studentesca del 15 marzo scorso, riteniamo di dover assumere la scelta del rinnovo del parco auto con auto elettriche. Revocare l’autorizzazione Ministeriale concessa a Edison Spa per effettuare prove di iniezione di metano nel sottosuolo di Lugo, Bagnacavallo e Cotignola in sovrapressione In questo contesto un particolare impegno andrà dedicato a sostenere la mobilitazione popolare e delle Istituzioni locali per ottenere l’annullamento dell’autorizzazione Ministeriale allo stoccaggio di metano in sovrapressione nel sottosuolo di San Potito e Cotignola. L’autorizzazione è stata concessa senza tenere in nessun conto le valutazioni espresse dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dalla stessa Regione Emilia Romagna che hanno giudicato grave il grado di rischiosità del processo di iniezione in sovrapressione in rapporto ai possibili inneschi di sismicità, alle sollecitazioni che possono pervenire al suolo e al sottosuolo dall'alternanza fra le fasi stoccaggio del gas in pressione per 5/6 mesi e successiva estrazione, agli effetti di subsidenza sulla rete scolante e di microsismicità indotti dal sovrapporsi dell’attività di Edison con altri progetti di coltivazione contigui. La delibera d’indirizzo per la formazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali La Delibera d’indirizzo che il Consiglio Comunale dovrà approvare al fine di fissare i paletti fondamentali per il futuro PUG, da doversi adottare in attuazione della recente LR Urbanistica, sarà l’occasione per trasformare in atti amministrativi i principi generali del presente accordo, con particolare riferimento non solo ai temi della riduzione del consumo di suolo e alla rigenerazione del patrimonio urbano, contenuti nella nuova legge urbanistica regionale, ma anche alla riprogettazione delle reti energetiche, alla sostituzione di fonti fossili con rinnovabili, alla mobilità sostenibile e alla economia circolare. Nella consapevolezza delle criticità sociali che investono la nostra comunità, non ci dimentichiamo delle grandi risorse di laboriosità, di generosità, di imprenditorialità sana, che vivono nel cuore della nostra comunità e si esprimono al meglio quando questa si sente ben rappresentata. Queste risorse sono fondamentali per affrontare i cambiamenti e le sfide del domani. Su questi due pilastri consapevolezza critica dei problemi sociali, ma anche delle risorse della comunità vogliamo costruire una visione nuova di futuro ecologicamente e socialmente sostenibile. La consultazione elettorale che si svolgerà a maggio per l’elezione del Sindaco del nostro Comune dev’essere per noi l’occasione per rilanciare una nuova capacità della sinistra di operare nel sociale, condividerne le ansie e le preoccupazioni, mettere in campo obiettivi, traguardi unificanti e progetti innovativi, all’altezza delle domande sociali del nostro tempo. Rilanciare la partecipazione La partecipazione e la condivisione popolare più larga degli obiettivi di cambiamento che animano il presente accordo è la garanzia vera dell’efficacia dell’azione per realizzarli. La partecipazione è stata il maggior punto di forza delle nostre Amministrazioni locali e oggi, di fronte alle sfide complesse che si pongono davanti alla nostra comunità per il futuro, va rilanciata con forza, anche attraverso specifici strumenti amministrativi che coinvolgano i cittadini nelle decisioni. Non ci può essere efficacia nell’azione di governo, se non c’è partecipazione, soprattutto se si vuole costruire un reale progresso sociale e civile. Bisogna dunque ripensare quelle scelte che hanno attribuito deleghe crescenti ad organi tecnici dell’Unione dei Comuni o a grandi imprese. Il punto non è la delega in sé, quanto piuttosto chi detta le regole e chi decide in ultima istanza L’Unione dei Comuni è essenziale per far fronte alle difficoltà provocate dal taglio delle risorse, dal prolungato blocco delle assunzioni e anche per agire in una dimensione di scala più adatta alla dimensione territoriale dei problemi amministrativi da doversi affrontare. Tuttavia, è necessario che l’Unione sia ricondotta alla sua funzione di servizio alla partecipazione. Con questo spirito ci accingiamo a contribuire alla costruzione di un campo largo di forze progressiste e popolari, capace di contendere il consenso alla destra e assicurare nuovo slancio, rinnovati programmi e personale politico qualificato al governo locale.
Sinistra per lugo
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